Musica · Venerdì
Musica di ingresso · Venerdì

Venerdì

Testi di L. Giussani, «Lo Spirto Gentil»
mattina
LA NOTA DELLA VITA
La goccia (Preludio in do diesis minore, op. 28 n. 15) · Fryderyk Franciszek Chopin
Nella vita l’uomo è percosso dalle cose che lo inteneriscono e lo attraggono più istintivamente, che gli piacciono, gli sono di comodo, di gusto. Insomma, domina l’istintivo, l’immediato, il facile, il travolgente. E invece la vita sta al di là della musica in primo piano: è una nota sola dal principio alla fine, da quando si è fanciulli a quando si diventa vecchi. Una nota sola! Quando uno s’accorge di questa nota non la perde più, non può più perderla: resta una fissazione, ma è la fissazione che fa il saggio, il sapiente, l’intelligente. È la fissazione che fa l’uomo: il desiderio della felicità. Quella è la nota che dal principio alla fine domina e decide del significato di tutto il brano di Chopin, che decide dal principio alla fine cos’è la vita dell’uomo: sete di felicità […] Quella è la nota della vita, mi accompagna come il pensiero mio: se lo tirassi via, la vita non avrebbe più dignità.
Luigi Giussani, «Lo Spirto Gentil», pag 241-243
▶ Ascolta su Google Drive ▶ Ascolta su Spotify
pomeriggio
LA SPERANZA CHE NON MUORE
Concerti per pianoforte n. 20 e n. 24 · Wolfgang Amadeus Mozart
Sperimentalmente è proprio vero che l’originale attività dell’uomo è quella del riconoscere e constatare[…] la moralità è «tendere a». «Tendere a» vuol dire affermare un Tu, è la gratuità suprema che fa abbracciare tutto. Ridursi a sentire la proibizione o a rispettare una legge senza tendere a sorprendere il presentimento del possesso più grande è come il solfeggio. Quando invece si intravede il secondo livello, come in questo concerto di Mozart sono cose dell’altro mondo. Diventi più buono. Così, pur nella drammaticità, la certezza e la letizia, la gioia e la pace sono il sentimento prevalente che l’uomo ha di sé. La Bellezza è nesso tra il presente e l’eterno, per cui il presente è segno dell’eterno, è l’inizio dell’eterno, è esperienza iniziale dell’eterno, per cui il gusto della vita incomincia a palpitare di certa nota inconfondibile, la nota del permanente: la giustizia, l’amore. In una parola: l’esigenza della soddisfazione intera, l’esigenza del compimento dell’io.
Luigi Giussani, «Lo Spirto Gentil», pag 63-64
▶ Ascolta su Google Drive ▶ Ascolta su Spotify
sera
SOLO LO STUPORE CONOSCE
Sonata per arpeggione e pianoforte in la minore, D. 821 · Franz Peter Schubert
Quando ascolto la Sonata per arpeggione e pianoforte di Schubert non posso fare a meno di augurarmi che lo sviluppo del cammino di ciascun uomo raggiunga la medesima perfezione espressiva – armonica e melodica – di questo capolavoro […] Ognuno di noi è fatto perché quello che Dio chiede alla sua vita – la vita come vocazione – raggiunga una perfezione di armonia e melodia. E quale atteggiamento dell’uomo è rivelatore di questa disponibilità, che è pure l’unico modo per conoscere veramente? […] Lo stupore è lo sguardo contemplativo, è la conseguenza dell’unico modo di abbracciare veramente un fatto, un avvenimento, un incontro. «I concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce.
Luigi Giussani, «Lo Spirto Gentil», pag 213-214
▶ Ascolta su Google Drive ▶ Ascolta su Spotify
Vacanza CL Sondalo · «Una presenza nuova nel mondo»